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Arnese dello scaricatore di porto


  1. Tag: Paul Klee
  2. La maturazione dello spazio urbano in "Storia di Venezia"
  3. La maturazione dello spazio urbano
  4. Arnese Dello Scaricatore di Porto

Arnese dello scaricatore di porto. Le origini della parola sono antichissime: non solo il greco bastàgion, arnese per il trasporto arnese dello scaricatore di porto. Arnese Dello Scaricatore Arnese dello sterratore Cruciverba trasporto citato da Rohlfs, ma anche bastazo, porto forza cui bastàsi, scaricatore di peggiorato in. centro culturale The Lowry a Salford, sobborgo di Manchester L Angel of the North dei Quays, i lungocanali poco a nord dello stadio, dove fino agli anni ottanta del ' si trovava uno dei maggiori porti commerciali della Gran Bretagna. formato da una serie di barili, gru e arnesi da scaricatore, progettato nel dallo. SCARFERONE SCARICATORE,, l di un turchina giallo,' la pupilla dell' occhio nero; i' r'ride giallopallida, ed una Arnese da venire la gamba, Stivaletto. Obo Bettermann, Scaricatore di Sovratensioni monofase completo di supporto 10 ragazzi per ruolo di scarico e carico merci al schnellgesundabnehmen.info candidarsi inviare cv clicca del controllo tramite LED della presenza terra, e di efficienza dello stesso.

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Arnese dello scaricatore di porto

Il tono non è certo elogiativo e indica un modello comportamentale da non seguire perché non riconosciuto nei salotti bene, sicuramente nelle famiglie formaliste e di per certo nel Galateo di Monsignor della Casa. Ivi è nato da sempre un linguaggio assai colorito e spontaneo e per forza di cose anche dai toni alti. Scaricatori e i facchini sono persone estremamente utili, addetti ai lavori pesanti.

Incarichi di grande responsabilità. Ricordo il racconto di un amico emigrato negli anni sessanta negli Stati Uniti, che mi riferiva che almeno fino ad alcuni anni fa, nel porto di New York, qualunque merce venisse scaricata dalle navi non doveva toccare il suolo, ma doveva restare leggermente sollevata da terra, pena la dequalificazione del prodotto.

Oggi si fa quasi tutto con l'aiuto di macchinari, ma il linguaggio di chi lavora fisicamente al porto non è cambiato di molto. Scaricatore di porto loc.

CO chi nei porti è addetto al carico e allo scarico delle navi fig. Chi si esprime o si comporta in modo rozzo e grossolano. Operaio addetto ai lavori di carico e scarico di merci e materiali: gli s.

Tag: Paul Klee

Del porto oggi hanno scioperato. Macchina o apparecchio adibiti a tale lavoro, di tipo molto vario. Ci sono momenti in cui il più insospettabile lord si trova a fare i conti con il proprio Hyde. Lo scaricatore è un dispositivo elettrico per la protezione dei circuiti o degli impianti elettrici dalle sovratensioni. Definition from Wiktionary, the free dictionary. Jump to navigation Jump to search. Scaricatore di porto m plural scaricatori di porto Prenota le migliori cose da fare a Porto, Distretto di Porto su TripAdvisor recensioni e foto di su TripAdvisor con consigli su cose da vedere a Porto.

Qua intorno i bambini vanno a lavorare pure senza scuola, babbo non ha voluto. Fa lo scaricatore al porto, non ha studiato, solo adesso sta imparando a leggere e scrivere alle lezioni serali della cooperativa degli scaricatori. Marina del Raggio Verde S. Forio NA Piazza Municipio n.

Nel corso di Piazza Pulita, è andato in onda il consueto sfogo pro accoglienza Il forum di Il più autorevole ed antico forum di Meteorologia italiano, il primo creato in Italia, attivo fin dal novembre Definizione di Treccani. Voce di origine settentr. Di cardo strumento costituito da un piccolo supporto di legno su cui sono fissati denti di ferro uncinati, usato ormai solamente per raffinare e pettinare a mano la lana da materassi guarnizione che ricopre gli organi cardanti della carda, generalmente costituita da un supporto di cuoio, gomma o feltro sul quale.

Il verdetto che emerge dal Consensus forecast, che raccoglie le previsioni dei principali istituti di ricerche economiche. I più ottimisti sono gli analisti della Bank of America. Gli angeli caduti. Autunno Le luci dei lampioni non si erano ancora spente alle otto del. Continueremo a mobilitarci, in tutte le città, nei comuni e nei quartieri. Si susseguono le ispezioni a case e giardini dalla Giudecca a S. Croce, da S. Croce a Cannaregio, dal bordo della Barbaria delle Tole a Murano.

Lo stato contabilizza il presente dello spazio. Questa grande indagine segue a una prima ispezione, condotta a termine nel 98 , della quale non conosciamo i risultati.

Da allora i cavacanali devono indicare tutte le discariche illegali di materiali di riempimento. Prima della creazione del collegio alle acque nel 99 i savi non sono eletti, se non in maniera saltuaria nella seconda metà del XV secolo.

L'ispezione del , senza dubbio inedita, prepara forse l'affermazione di questa magistratura Dopo la riforma amministrativa la verifica del rompe con l'eccezionalità e generalizza la sorveglianza. Nell'agosto , appena tre mesi dopo il primo passaggio, i delegati della magistratura ritornano, per esempio, a S. Eufemia di Giudecca per vedere se sono aumentati i primi prosciugamenti, controllati nel giugno precedente. E le misurazioni riprendono nel La realtà evidente, ma inafferrabile, della bonifica abusiva appare in tutta la sua forza grazie a questi documenti.

Alcune grazie del XIV secolo avevano, a seconda dei casi, condonato situazioni ormai acquisite o preteso la restituzione. Ma quelle grazie, rare e discontinue, lasciavano nell'ombra le vere dimensioni dei prosciugamenti non autorizzati. Il personale del tribunale del piovego forse trascurava gli interventi più modesti, essendo impegnato contro laici e monasteri in processi complessi ed essendo incaricato di affermare un diritto e principi nuovi.

L'ampiezza delle sue competenze, che coprivano sia la città che la laguna, limitava probabilmente le possibilità materiali di controllo La nuova magistratura preposta alle acque mobilita invece un personale più numeroso, capace di condurre ispezioni sistematiche.

Nel giugno l'operazione inizia alla Giudecca. Sulla riva meridionale dell'isola le misurazioni coinvolgono le proprietà vicine alla laguna. Il giardino di Alvise Erizzo è controllato. Il primo denuncia Antonio da Zara che al tempo della ripulitura del rio di S. Martino aveva portato una gran quantità di fango.

Il secondo confessa un trasporto, quando era stato ripulito il rio di S. Maria Formosa. L'ultimo accusa Cristoforo da Bergamo e ricorda di aver stornato numerosi carichi di terra, ricavati nel dal dragaggio del rio di S. Zuane Nuovo. Tutti e tre testimoniano con precisione e datano i fatti raccontati: "dodici o tredici anni fa", "circa otto anni fa".

Essi delimitano la bonifica recente, facile da misurare perché fuoriesce dalle mura di cinta La magistratura visita anche il terreno di Silvestro Sandelli. Michiel da Sebenico confessa trasporti illegali di terra, ma denuncia Zucharin, colpevole di aver fornito materiali di riempimento in occasione dei lavori di ripulitura del Canal Grande.

Andrea, trasportatore della magistratura del sale, confessa di aver prestato a tal scopo le sue barche L'abuso a seconda dei casi misura 12 passi, 15, 20, 50, La progressione nella palude, irregolare, ma generale, è confermata, mentre deposizioni analoghe si trovano di pagina in pagina. La proprietà nobiliare prevale in questa parte dell'isola e il censimento degli abusivi, effettuato l'8 giugno, rivela la stessa maggioranza schiacciante di proprietari nobili I grandi giardini della pianta di Jacopo de' Barbari circondano la Giudecca.

Fanno parte di un'urbanizzazione ancora non regolata e ingrandiscono le proprietà poste perpendicolarmente dal Canale alla laguna. Questi giardini formano sul lato lagunare il contrappunto del paesaggio di pietra costruito sul fronte del Canale, di faccia a S. Marco e a Dorsoduro. Ingranditi con tenacia a spese dell'acqua essi contribuiscono a definire la posizione intermedia della Giudecca, separata dal corpo urbano senza essere tuttavia lagunare.

Al di là del monastero di S. Croce, i numerosi conciatori non hanno costruito i terrapieni Le colmate a S. Eufemia, attorno alla nuova chiesa dei SS. Cosma e Damiano, si succedono su una frangia di terra ineguale Quest'ultimo convento è stato autorizzato nel dai giudici del piovego a occupare un terreno vuoto contiguo e un rio intermedio già drenato ; in seguito ha continuato il suo sviluppo senza permessi e ha strappato 34 passi alla palude Attorno a questi due stabilimenti religiosi il paesaggio sociale è diversificato.

I prosciugamenti abusivi conservano una frequenza e un'ampiezza relative. Il costo della bonifica è suggerito dalla testimonianza isolata di un cavacanal. Denunciato da un impiegato della magistratura, Carletto spiega come è stato ingrandito il terreno di Pietro d'Alban. Riconosce di aver costruito le palizzate e i terrapieni. La misura di tale espansione illegale dopo il è di 2 passi su La sistemazione della cavana del proprietario ha fornito una parte della terra.

Il resto proviene dal "riello della Zuecca". Per aver illegalmente fatto pervenire queste chiatte di fango il cavacanal ha ricevuto 10 ducati I mastri e gli operai specializzati nei lavori pubblici si arricchiscono disobbedendo agli ordini delle magistrature di tutela e stornando i carichi di terra verso i cantieri privati, invece di inviarli nei luoghi di bonifiche pubbliche.

Per il proprietario si aggiunge il costo dei pali a quello per ottenere la compiacenza di uno di quei lavoratori. Sembra quindi, pur senza esagerare l'importanza di questo unico documento, che la bonifica rappresenti un vero e proprio investimento. Le irregolarità degli sconfinamenti che segnalano le misurazioni si spiegano con questi costi assai rilevanti.

Soltanto le grandi proprietà aristocratiche, come i giardini di Marco Gritti, di Lorenzo Valier o di Zuan Polo Gradenigo, hanno guadagnato 40 passi su 10, 50 passi su 12 o 60 passi su 14 Le grazie che raramente concedono a qualche beneficiario privato i carichi delle chiatte mostrano i veri privilegiati dei consigli. Nella periodizzazione dei prosciugamenti è dunque possibile afferrare qualcosa di più che il semplice battito del polso demografico. A Venezia si investe in mattoni e pietra d'Istria una parte dei profitti dell'avventura commerciale.

Ma prima di questo trasferimento di ricchezze ben noto e di questa ostentazione, vecchi e nuovi ricchi creano lo zoccolo su cui edificare la città. Sulle frontiere interne ed esterne il controllo delle acque e degli acquitrini forgia quotidianamente l'originalità di Venezia.

Tale controllo genera contemporaneamente conflitti, tensioni e solidarietà, i collanti essenziali di una collettività che, rispetto alle acque, vive una ricerca di spazio allo stesso tempo vitale e simbolico.

Il dinamismo dei privati si legge nell'avanzata delle terre, sicura e continua negli ultimi anni del XV secolo. Su tutto il fianco della contrada di S. Lucia , attorno a S. Girolamo , nella sacca consolidata dai precedenti apporti di fango e detriti, le terre hanno guadagnato a misura che si sviluppavano le attività artigianali nei nuovi spazi.

Le nuove ispezioni del e del provano la persistenza delle trasformazioni e la specializzazione industriale di questa periferia. L'insieme del confine settentrionale si muove attorno a qualche fronte già identificato: Madonna dell'Orto , S. Maria della Misericordia, S. Caterina dei Sacchi, S. Canciano, la Barbaria delle Tole È situato a nord anche il prosciugamento che si irradia attorno agli isolotti di Murano e guadagna ogni sacca.

L'espansione concerne le zone di S. Stefano, S. Cipriano, S. Pietro, S. Maria degli Angeli, S. Bernardo e nella lista degli abusivi si ritrovano, a seconda delle rive, i nomi dei grandi proprietari veneziani, quelli dei mastri celebri dell'arte del vetro - Zuane Barovier, Anzolo Barovier, Zorzi de la Stella, Andrea e Donezo de Anzolo - o dei patron della pesca Confermando quanto prima tratteggiato, i sestieri "de ultra" sembrano più immobili con l'eccezione di due settori.

Attorno a S. Maria dei Carmini si realizza l'ultima avanzata di Dorsoduro, mentre nella sacca di S. Croce l'area di S. Andrea prosegue ad ingrandirsi Queste bonifiche abusive sono descritte a ogni stadio del loro processo : cantieri in corso o appezzamenti già ultimati, aggiunte a un cantiere navale o a una tintoria, annessi di un giardino o di una costruzione in legno.

Esse sono condannate. I registri non conservano, dopo la ricognizione della situazione, né le modalità né l'ammontare dell'ammenda inflitta, tuttavia espongono i motivi di qualche indulgenza occasionale. La stessa benevolenza è accordata a Bernardo Navagero, visto che un solo cavacanal ha testimoniato contro di lui, mentre gli altri dicono di non ricordare. Navagero non è punito, malgrado i pali piantati a tre passi dall'antica riva Tranne queste rare eccezioni, un'ammenda sanziona gli abusi manifesti.

Il numero dei trasgressori e la frequenza degli accordi con le imprese di lavori pubblici dimostrano la normalità dei prosciugamenti illegali.

Le bonifiche abusive continuano nonostante tutti i controlli e il raffinamento dell'apparato giuridico-amministrativo. Le incertezze giurisdizionali degli ultimi decenni del XV secolo e il passaggio delle competenze del piovego ai savi alle acque favoriscono senza dubbio un aumento degli illeciti. Tuttavia questa particolare congiuntura si scontra dopo il con una restaurazione severa dell'apparato repressivo.

La trasformazione amministrativa è realizzata con rapidità. Il documento del confessa infatti l'impossibilità del controllo assoluto. Poiché non possono controllare la totalità dello spazio nelle sue trasformazioni quotidiane, i savi scelgono la via dell'ispezione generale e della registrazione sistematica, fronte dopo fronte, degli abusi.

L'ammenda, se non dissuade, alimenta, almeno parzialmente, le casse della magistratura. Le descrizioni del , come le Grazie, lasciano intravedere l'andamento quotidiano delle bonifiche e la realtà dei vicinati. Si indovinano solidarietà e riunioni nelle quali si elaborava una volontà comune: la conquista era allora condotta collettivamente. Si intravede un aiuto reciproco effettivo, anche se più spesso gli appezzamenti erano concessi a singoli.

Ma il prosciugamento abusivo si basa ancora su accordi, poiché ci fa scoprire il progresso irregolare, ma generale, delle proprietà lungo le coste di un isolotto. Senza escludere rivalità e desiderio di imitazione, le dimensioni della spinta collettiva dei prosciugamenti sulla riva settentrionale o sulle sponde di Murano provano una concertazione. Questi incontri informali sono tanto più difficili da scoprire in quanto i proprietari di terreni periferici risiedono spesso in una contrada più centrale.

I modi di collaborare dunque evolvono, ma l'esercizio di una forma di sociabilità rimane e spiega le decisioni comuni, l'apertura contemporanea di cantieri e lo scambio di operai e materiali. Infatti le testimonianze dei cavacanali riducono le dimensioni della città.

Esse ritraggono una città nella quale gli uomini sono tutti conosciuti e le notizie si diffondono rapidamente. I mastri dei lavori pubblici, sollecitati a vendere e trasportare la terra, uniscono con il loro intervento i cantieri della Giudecca e quelli di Cannaregio.

La sistemazione dei numerosi canali è sorvegliata con interesse.

La maturazione dello spazio urbano in "Storia di Venezia"

La terra per i terrapieni non proviene sempre dall'escavo più vicino, le barche vanno da Castello a Cannaregio, dal Canal Grande alla Giudecca, da S. Marco a Murano. Questa facilità di comunicazione mostra lo stadio dell'evoluzione di Venezia e rivela con questo esempio preciso la coerenza, locale e globale, di uno spazio unificato. L'azione pubblica è dunque frenata dal proseguire dello sconfinamento privato e dalla solidarietà tra gli uomini. Tuttavia tutte le proprietà si aprono alla visita dei savi alle acque.

I proprietari qualche volta parlamentano o producono un'antica grazia, ma alla fine si sottomettono sempre. I magistrati della Repubblica aumentano le ispezioni sul posto, dopo le trasformazioni amministrative della fine del XV secolo.

Infliggono ammende e registrano ufficialmente la conquista di nuovi terreni. Se le grandi inchieste del e del mettono in evidenza la realtà sempre irriducibile del prosciugamento abusivo, esse sottolineano tuttavia soltanto in seconda istanza la rafforzata capacità del controllo ufficiale, il vigore della sua presa sullo spazio e la comune accettazione delle costrizioni da questo imposte.

Dobbiamo dunque rilevare numerosi fenomeni. Nel XV secolo l'espansione riparte, la città cresce e l'urbanizzazione tocca gradatamente gli ultimi confini lagunari. La città si trasforma seguendo la dinamica della conquista dei suoli, ma il dinamismo urbano si traduce anche in altri modi. Nelle parrocchie periferiche, i movimenti accentuati del mercato immobiliare mettono in evidenza il progresso dell'urbanizzazione, le operazioni di lottizzazione e le trasformazioni rapide.

Nelle parrocchie centrali i continui lavori ci fanno vedere con chiarezza le trasformazioni materiali della casa e soprattutto il peso della densità. Andrea della Zirada e di S. Antonio, nonché i rapporti delle ispezioni dei savi alle acque, mostrano come alla fine del XV secolo l'era della conquista dello spazio sia in gran parte terminata. L'urbanizzazione progredisce ancora alle frontiere con la laguna, ai margini della Giudecca o ai confini di Cannaregio.

La maturazione dello spazio urbano

Tuttavia è ormai arrivata alla fine l'opera di colonizzazione e di espansione che, durante i secoli precedenti, aveva caratterizzato la storia di Venezia con le sue accelerazioni e le sue brusche cesure. In seguito saranno ancora realizzate operazioni di sistemazione e di stabilizzazione, ma la lotta per colonizzare lo spazio cessa di essere centrale.

L'età della crescita è finita. La seconda constatazione relativa al XV secolo è che durante il suo corso aumenta il controllo pubblico su questo spazio in trasformazione. L'istanza pubblica regola i molteplici confini di vicinato e la riforma amministrativa della fine del XV secolo impone un controllo più stretto dei prosciugamenti.

La bonifica diretta non sfugge più tra gli interstizi del controllo pubblico. Soprattutto, terza e ultima osservazione, gli ultimi grandi lavori estensivi cambiano di natura. Organizzati e diretti dal potere politico sono ormai affidati a imprese di lavori pubblici, mentre sino allora l'espansione era stata largamente comunitaria. Dopo la metà del XIII secolo le grazie del maggior consiglio ritmavano prosciugamenti se non collettivi, quanto meno concertati.

Di fronte alle difficoltà ambientali era infatti forte la solidarietà. Anche se le bonifiche abusive di singoli, condannati dai savi alle acque, provano che resistono ancora i cantieri privati e gli accordi tra vicini, tuttavia non è per questo meno determinante la rottura costituita dalle imprese di S.

Antonio nella storia dell'espansione urbana e in quella più generale delle relazioni tra la comunità e la terra. È un profilo cronologico generale, che ricalca assai strettamente la periodizzazione della storia demografica ed economica di Venezia, che disegna la curva dei prosciugamenti. Tutta la storia delle sistemazioni urbane è sottomessa a queste stesse scansioni, a queste stesse tendenze generali.

I cantieri nella città: verso la città realizzata Dopo una pausa durata più di mezzo secolo, se si eccettuano alcune operazioni locali ed isolate, i cantieri pubblici riprendono e poi si sviluppano rapidamente nella seconda metà del XV secolo.

Arnese Dello Scaricatore di Porto

Un nuovo sforzo di gestire l'organismo urbano si formalizza. Non di meno, quando i lavori riprendono, sembrano proseguire e terminare un'opera già avviata. Le maggiori trasformazioni urbane sembrano infatti frutto della prima fase attiva della politica urbanistica medievale, messa in atto durante il Duecento e i primi anni del Trecento.

La continuità è quindi più forte dell'originalità? In questo paragrafo vedremo di volta in volta i differenti aspetti della politica urbanistica per determinarne gli obiettivi e la portata. Dinamica e inflessioni della politica urbana A prendere in considerazione i lavori che toccano il centro urbano e il cuore dello spazio pubblico la continuità sembra prevalere sulle innovazioni. Gli interventi cronologicamente dispersi e spesso limitati localmente sottolineano soltanto le trasformazioni già realizzate.

Anche se diverse zone del mercato reclamano urgentemente interventi, l'attività di restauro o di rifacimento riguarda soltanto il cuore del commercio, il centro degli affari: campo S. L'intervento è tutto volto allora alla dimensione estetica ormai determinante nelle sistemazioni pubbliche.

A chi vede S. Giacomo e a chi vede Rialto tutta la città deve sembrare una realizzazione ammirevole in accordo con la bellezza e l'armonia dell'universo. L'evoluzione di Rialto subisce con forza le costrizioni di questa topografia prestigiosa. Nel il senato incarica Scipione Bon di rifare la loggia. L'assemblea decide nel di costruire una nuova loggia Il piano iniziale prevede la demolizione sul lato occidentale delle botteghe delle tolle. Presto modificato e reso più ardito, il progetto porta al trasferimento della Pescaria a Rialto nuovo, a fianco della Beccaria, nonché la demolizione e la ridistribuzione nel mercato di altri banchi e botteghe Gli ultimi decenni del XV secolo non sono propizi a Venezia né finanziariamente, né politicamente.

La costruzione dopo l'incendio del del "Palatium novum" concentra tutte le disponibilità a S. I registri dei provveditori al sale, responsabili del finanziamento dei lavori pubblici, testimoniano l'attività di questo cantiere alla fine del secolo Nel abbiamo una sola decisione importante a beneficio e per la comodità dei "gentiluomini", ossia la costruzione di una nuova loggia in prossimità della "Pescaria nuova" Nell'ultimo terzo del XV secolo molteplici atti tentano di salvaguardare a Rialto la libertà di accesso alle rive, prima condannando e poi concedendo, vista la patente inutilità della repressione, alcune libertà subito giudicate abusive.

I numerosissimi regolamenti prendono in considerazione tutte le rive dell'isola , ma delimitano e riservano con più precisione alcune loro sezioni. Queste misure in apparenza riprendono gli sforzi precedenti. Per esempio, quando si cerca di allontanare i rivenditori dai portici di Rialto o d'interdire l'approdo alla riva della Pescaria vecchia e della loggia nuova, il regolamento è simile a quelli promulgati dal XIII secolo in poi Questi interventi, contraddistinti dall'alternarsi di rigore e di clemenza, non sembrano quindi essere differenti da quelli precedenti.

La specializzazione dei luoghi di vendita spiega le restrizioni al commercio al dettaglio. La viabilità e la comodità portano a regolamentare la bancarella rudimentale e l'invasione di gabbie e canestri Tuttavia l'operazione va oltre le preoccupazioni che regolano l'esistenza di qualsiasi mercato cittadino.

Scendiamo al secondo piano per visitare l'esposizione City and river, che parla del periodo e di come i continui ampliamenti dei docks trasformarono la città di Londra.

Un modellino mostra i moli di St Katharine, disegnati dall'ingegnere Thomas Telford. Anche in quest'area si trovano diverse attività per bambini, ad esempio viene spiegato il principio della pietra di volta facendo costruire un vero ponte funzionante con dei cuscini, in grado di sostenere il peso di un bambino una volta finito. Un'altra attività consiste nel costruire -sempre con morbidi cuscini al posto dei mattoni- i muri di un tunnel sotto il fiume.

Nel negozio dello ship chandlers di Sailortown si trovavano oggetti utili sulla nave: corde, carrucole, arnesi da lavoro e strumenti di misura.

Esplorate tutti i vicoli bui e tortuosi: altri negozi, come quello di animali esotici, compravano curiosità dai marinai per rivenderle ai londinesi, o vendevano libri e giornali, o rifornimenti per le navi.

Lasciamo l'area evocativa di Sailortown per raggiungere l'esposizione successiva, First Port of Empire, che illustra il periodo Degli oggetti come carrelli e cesti ricreano l'atmosfera dei magazzini, un grande dipinto di Charles Deane mostra il fiume con il ponte di Waterloo sullo sfondo, e troviamo anche la ricostruzione della bottega di un fabbro, completa di effetti sonori. L'esposizione Warehouse of the World vede il Tamigi nel periodo , quando Londra era il porto più importante a livello mondiale.